Cistite sintomi, cause e rimedi

La cistite è un disturbo appartenente al gruppo delle IBU (Infiammazioni delle Basse vie Urinarie), che colpisce la mucosa della vescica.

Il processo infiammatorio, conosciuto anche come flogosi vescicale, può manifestarsi in forma acuta, sub-acuta oppure cronica, dato che, se trascurato, mostra una significativa tendenza a cronicizzarsi.

Si tratta di una patologia non grave, a patto che venga curata tempestivamente e con farmaci mirati, poiché il maggiore rischio è collegato alla sua propensione a risalire le vie urinarie (ureteri) per raggiungere i reni, provocando l’insorgenza di pielonefrite o glomerulonefrite. Queste malattie sono molto più pericolose in quanto interessano il tessuto degli organi che presiedono la filtrazione e depurazione del sangue.

Gli agenti patogeni responsabili della cistite sono di natura batterica, il più delle volte presenti normalmente sulle pareti di un tratto di intestino (colon), tra cui soprattutto Escherichia Coli.

Quando le difese immunitarie del soggetto sono carenti e quindi l’organismo non è in grado di reagire alle infezioni, Escherichia Coli si diffonde con facilità dal distretto intestinale a quello urinario, grazie anche alla loro contiguità anatomica. Passando attraversi l’uretra, i bacilli infettanti colonizzano la vescica, attaccandosi sulle sue pareti mediante speciali peduncoli (fimbrie), e incominciano a moltiplicarsi con velocità esponenziale, dato che il mezzo liquido (l’urina) facilita la loro replicazione.

La cistite infatti è un disturbo che, soprattutto nella forma acuta, insorge e si manifesta in poche ore.

Dal punto di vista epidemiologico questa malattia è molto diffusa: si calcola che circa il 20% della popolazione possa soffrire del problema almeno una volta nella vita. Non ci sono fasce d’età più interessate, mentre il sesso femminile è senza dubbio il più colpito, a causa delle dimensioni dell’uretra, molto più corta di quella maschile.

Secondo attendibili stime si pensa che oltre il 50% delle donne in menopausa soffra di cistite, probabilmente anche come conseguenza della mancanza di estrogeni. Nell’uomo il disturbo è quasi sempre associato alla prostatite batterica.

Sintomi della cistite

In una certa percentuale di casi la cistite è asintomatica, per lo meno nelle sue fasi iniziali; quando incomincia a manifestarsi, i segnali più caratteristici sono i seguenti:

  • pollachiuria, che consiste in un continuo e irrefrenabile bisogno di urinare, con un aumento spropositato di minzioni nell’arco delle 24 ore.
    L’emissione di urina è scarsissima, ridotta a poche gocce, e non risulta risolutiva;
  • disuria, che prevede un anomalo sforzo muscolare per emettere il liquido minzionale, accompagnato da dolore, bruciore e spasmi;
  • tenesmo vescicale, che si manifesta con un’intensa sofferenza all’atto della minzione, derivante dallo spasmo muscolare della vescica;
  • piuria, derivante dalla presenza di pus, batteri morti e leucociti nelle urine che appaiono torbide e maleodoranti, spesso ricche di filamenti mucosi derivanti dallo sfaldamento della parete vescicale;
  • ematuria, che consiste nella perdita di sangue dalla vescica oppure dalle vie urinarie, e che risulta visibile poiché colora di rosso le urine;
  • febbre con brividi, che insorge soltanto nei casi più gravi e che è sempre accompagnata da forti tremori.

Nella forma acuta di norma il quadro morboso si manifesta improvvisamente e con intensità notevole. Nella forma cronica, invece, i sintomi sono più sfumati e spesso si alternano a fasi di benessere in cui sembra che l’infiammazione sia risolta; in realtà queste fasi di apparente guarigione sono i momenti in cui i batteri si moltiplicano più intensamente, andando poi a colonizzare la vescica.

Cause della cistite

In condizioni fisiologiche l’urina è un liquido sterile che quindi non contiene microrganismi patogeni; esistono tuttavia alcuni fattori predisponenti che possono provocare l’insorgenza del disturbo.

Le vie d’accesso dei batteri alla vescica sono essenzialmente tre: ascendenti,
attraverso la risalita nel condotto uretrale a partire dalla zona anale; discendenti, attraverso gli ureteri che scendono dai reni; ematiche, attraverso il sangue infetto.

Il principale fattore scatenante è sempre collegato a un’immunodeficienza, quando cioè il sistema immunitario non è in grado di contrastare la distribuzione dei germi patogeni nell’organismo. Quando, infatti, la risposta anticorpale non è pienamente attiva, le infezioni possono attaccare qualsiasi parte del corpo.

Altre cause responsabili della cistite sono le seguenti:

  • alterazioni del pH, poiché i batteri si moltiplicano facilmente in un ambiente alcalino, con pH>7; pertanto quando l’ambiente è basico, aumentano moltissimo le probabilità d’insorgenza della malattia, mentre se l’ambiente è acido (pH<7), l’urina è più sterile;
  • diabete mellito, che, soprattutto se scompensato e quindi collegato alla presenza di glucosio nelle urine (glicosuria), contribuisce a creare un habitat ideale per i batteri.
    Infatti la così detta “urina dolce” funzione come nutrimento per i microrganismi che utilizzano lo zucchero come cibo;
  • rapporti sessuali non protetti, che possono facilitare la diffusione dei germi per via ascendente, dato che l’imboccatura dell’uretra è adiacente a quella della vagina;
  • scarsa igiene intima, in particolare mediante l’impiego di detergenti a pH alcalino, che consentono ai batteri di colonizzare le pareti vescicali senza nessun ostacolo;
  • impiego di assorbenti interni, per contaminazione vaginale, analoga alla condizione precedente;
  • catetere vescicale a dimora, che costituisce una via d’accesso preferenziale ai microrganismi esterni;
  • manovre strumentali, come cistoscopia o cateterismo, che consentono ai germi di penetrare in vescica attraverso un mezzo esterno;
  • stenosi uretrale consistente in un restringimento che ostacola il normale flusso urinario e che quindi facilita il ristagno di urina con probabile diffusione dei batteri (che si moltiplicano in sequenze esponenziali);
  • ipertrofia prostatica, che comprimendo l’uretra, provoca una situazione di stenosi;
  • stress psico-fisico, responsabile frequentemente di immunodeficienza.

Rimedi per la cistite

La cistite può essere curata con farmaci tradizionali (antibiotici e antinfiammatori) oppure con rimedi fitoterapici (estratti di erbe officinali).
Un approccio corretto a questo disturbo è senza dubbio quello della prevenzione, che si ottiene creando condizioni sfavorevoli alla diffusione dei bacilli.

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Prima di impostare qualsiasi protocollo curativo è necessario identificare con certezza il tipo di batterio interessato, per avere la possibilità di utilizzare il principio attivo più mirato (e quindi efficace). È indispensabile effettuare un’analisi chimico-fisica dell’urina con urinocoltura, un test finalizzato a identificare il germe coinvolto. Bisogna poi procedere con l’antibiogramma, un esame che stabilisce quale sia il farmaco più efficace per eliminare il microrganismo.

Una volta acquisiti questi dati è possibile definire lo schema terapeutico, che deve avere un dosaggio e soprattutto una durata corretta, per evitare il rischio di fenomeni di antibiotico-resistenza. Gli antibiotici maggiormente utilizzati sono quelli di tipo β-lattamico, che agiscono in maniera specifica sui germi responsabili della cistite e delle infezioni urinarie in genere. Si possono associare anche FANS, medicinali antinfiammatori non steroidei che contribuiscono a curare la flogosi associata.

Bisogna bere moltissimo in quanto la diluizione dell’urina impedisce ai batteri di moltiplicarsi e, nello stesso tempo, sottrae loro il nutrimento.

Per evitare l’insorgenza di fenomeni di resistenza, estremamente pericolosi, è opportuno proseguire la terapia per almeno una settimana dopo la scomparsa dei sintomi e comunque sempre secondo le indicazioni del medico.

Sono disponibili anche numerosi rimedi fitoterapici che permettono di curare la cistite con metodi naturali.

Tra i rimedi che trovano maggiore impiego vi sono:

  • mirtillo rosso;
  • uva ursina;
  • metionina (aminoacido acidificante);
  • echinacea;
  • bardana;
  • corbezzolo;
  • camomilla;
  • equiseto e tarassaco (diuretici).

Secondo le più recenti linee guida, anche il mannosio, uno zucchero presente in numerosi integratori, può contrastare l’insorgenza del disturbo.

L’alimentazione svolge un ruolo di primaria importanza sia nella cura che nella prevenzione della cistite: è consigliabile infatti assumere adeguate dosi di vitamina C (presente negli agrumi e in alcuni ortaggi) per contrastare la produzione di radicali liberi e lo stress ossidativo, fattori predisponenti.

Un ruolo fondamentale viene svolto dall’assunzione di adeguati quantitativi di acqua, che non dovrebbero mai essere inferiori a 2 litri al giorno.