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	<title>TagBoLab &#187; cantforgetit</title>
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	<description>Il blog del laboratorio di marketing territoriale nel web 2.0 del COMPASS, Università di Bologna</description>
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		<title>Turismo Responsabile e storytelling territoriale: il punto di vista di Mikaela Bandini</title>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2012 09:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi di tagbolab]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci siamo: il 1 giugno si avvicina e con lui l&#8217;evento conclusivo di Tagbolab. Fremono gli ultimi preparativi: per chi si fosse perso qualcosa, qui trovate la descrizione del progetto e dell&#8217;evento &#8220;Il racconto turistico [come] può essere sostenibile&#8220;, qui e qui alcune note tecniche. Su Facebook, nella pagina dedicata all&#8217;evento, trovate aggiornamenti e commenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo: il<strong> 1 giugno</strong> si avvicina e con lui l&#8217;evento conclusivo di Tagbolab.</p>
<p>Fremono gli ultimi preparativi: per chi si fosse perso qualcosa, <a href="http://www.tagbolab.it/2012/05/il-racconto-turistico-come-puo-essere-sostenibile%E2%80%9D/" target="_blank">qui</a> trovate la descrizione del progetto e dell&#8217;evento &#8220;<strong>Il racconto turistico [come] può essere sostenibile</strong>&#8220;, <a href="http://www.tagbolab.it/2012/05/il-racconto-turistico-come-puo-essere-sostenibile/" target="_blank">qui </a>e <a href="http://www.tagbolab.it/2012/05/grazie-a-lepida-tv-%E2%80%9Cil-racconto-turistico-come-puo-essere-sostenibile%E2%80%9D-sara-anche-in-diretta-web/" target="_blank">qui</a> alcune note tecniche. Su Facebook, nella <a href="http://www.facebook.com/events/203348059785533/" target="_blank">pagina dedicata all&#8217;evento</a>, trovate aggiornamenti e commenti e potrete confermare la vostra presenza.</p>
<p>Nell&#8217;attesa, continuiamo a presentarvi i relatori che parteciperanno.</p>
<p>Oggi abbiamo intervistato <strong>Mikaela Bandini</strong>, consulente di web marketing turistico per imprese pubbliche e private. Fondatrice di <a href="http://www.viaggidiarchitettura.it/" target="_blank">Viaggi di Architettura</a>,  tour operator virtuale che da circa un decennio organizza e offre  itinerari specializzati e ad hoc, attualmente una cinquantina, quasi in  tutto il mondo.</p>
<p>Al nostro evento Mikaela presenterà il progetto di marketing territoriale 2.0 <a href="http://cantforget.it/" target="_blank"> </a><a href="http://cantforget.it/" target="_blank">Cantforget.it</a> {aly},  con cui, ci dice: <em>ho esplorato la mia prima esperienza con le PA, raccontando  l’Italia attraverso il nuovo format del Diario Digitale</em>.</p>
<p>Il progetto, iniziato nel 2011 con la promozione della Regione Basilicata, terra d&#8217;origine di Mikaela, attraverso il racconto di blogger internazionali,  ha come obbiettivo quello di estendersi a tutta l&#8217;Italia. La seconda regione è il Friuli Venezia Giulia.</p>
<p><a href="http://www.tagbolab.it/wp-content/uploads/2012/05/img_3789.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-8355" title="img_3789" src="http://www.tagbolab.it/wp-content/uploads/2012/05/img_3789-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Oltre a seguire questo progetto, Mikaela collabora  con testate giornalistiche e televisive nazionali e internazionali,  scrive articoli e produce speciali dedicati a tendenze, design e turismo  di nicchia. I suoi consigli di viaggio sono pubblicati su<a href="http://vogue.it/" target="_blank"> </a><a href="http://vogue.it/" target="_blank">Vogue.it</a> e sul suo blog dell’Italia dei luoghi non-comuni:<a href="http://www.urbanitaly.com/" target="_blank"> </a><a href="http://www.urbanitaly.com/" target="_blank">Urban Italy</a> , oltre che utilizzati da diverse compagnie aeree.</p>
<p>Alla domanda &#8220;Cosa significa per te turismo responsabile?&#8221;, risponde così: <em> </em></p>
<p><em>Vedo il <strong>turismo responsabile</strong> un po’ <strong>come il cibo biologico</strong>: possiamo  continuare a proporre offerte basate sulla qualità,  sull’ecosostenibilità, sul rispetto dell’ambiente e della biodiversità,  ma se poi nella nostra cultura globale viene favorito  l’appiattimento,  l’omologazione dei sapori, delle abitudini e  delle culture  è difficile  condurre una vera politica di offerta basata sul turismo responsabile. Occorrerebbe  <strong>sensibilizzare tutta la filiera degli operatori, condividendo standard  di qualità e ottimizzando le risorse al fine di preservare i luoghi</strong>, <strong>le  abitudini di acquisto e consumo</strong>,<strong> accrescendo la consapevolezza sia degli  operatori che dei turisti stessi sul valore del turismo responsabile e  sui benefici che apporta nelle comunità dove è praticato</strong>. Per  il futuro, sono del parere che occorrerebbe adottare un’altra economia,  assecondando l’antico detto Masai: “<strong>tratta bene la nostra terra, non è  un’eredità dei nostri padri ma un prestito dei nostri figli</strong>”.</em></p>
<p>Anche sulle modalità e sugli strumenti da utilizzare per comunicare il turismo responsabile in questo momento, Mikaela ha le idee chiare: il <strong>video</strong> è secondo lei quello più utile, anche in conseguenza dell’evoluzione della comunicazione digitale, ed è quello che potrebbe aiutare a capire e a sensibilizzare maggiormente  verso forme di turismo responsabile: <em><strong>con un progetto di storytelling si  possono fornire esempi, raccontare esperienze, persuadere e sedurre  verso forme alternative di turismo</strong>, attrattive nei confronti dei valori  che propone, della filosofia che abbraccia. Persone, luoghi, virtù da  diffondere, oppure difetti da correggere, possono essere esplorati con  nuovi linguaggi. <strong>Dovremmo conquistare non solo turisti, ma viaggiatori  sensibili, globe trotter che vogliono aiutare il pianeta a sopravvivere</strong>,  e trovarli nelle associazioni che promuovono questi progetti nei vari  paesi del mondo</em>.</p>
<p>Chiudiamo l&#8217;intervista con dei consigli utili per Bologna e per promuovere nella nostra città forme di turismo sostenibile.  Innanzitutto, l&#8217;occhio esperto di Mikaela ha individuato subito una debolezza nella comunicazione sul web dell&#8217;offerta turistica cittadina: <em>da  rigida anglossassone e viaggiatrice estremamente esigente quale sono,  ho navigato in rete cercando cose interessanti da fare/visitare a  Bologna. Ho trovato una mole infinita di informazioni, su monumenti  straordinari e percorsi dettagliati, ma spesso <strong>senza una traccia reale  delle persone, della loro cultura, della storia contemporanea del luogo</strong>,  e con un linguaggio troppo formale per il web.</em></p>
<p>Pertanto, ci suggerisce di:</p>
<p><a href="http://www.tagbolab.it/wp-content/uploads/2012/05/UdineLastLapse26179.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8356" title="UdineLastLapse26179" src="http://www.tagbolab.it/wp-content/uploads/2012/05/UdineLastLapse26179-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>1. <span style="text-decoration: underline;">&#8220;Personalizzare&#8221; un territorio, coinvolgendo chi un luogo lo vive</span>: <em>Le <strong>persone</strong> del luogo, soprattutto in un paese mediterraneo, sono un <strong>patrimonio intangibile straordinario: </strong><strong>generano esperienze condivise ed emozioni</strong>; sono l’<strong>humus che  rende vivo e diversa ogni regione</strong> e come tale devono essere presenti e  poter raccontare, con immagini, parole, gesti. Cosi come non può mancare  la partecipazione degli operatori, dei commercianti, degli albergatori e  delle persone che lavorano nella filiera turistica.</em></p>
<p><em></em>2.  <span style="text-decoration: underline;">Coordinare i diversi uffici e livelli delle PA</span>, per evitare uno spreco di energie e risorse: <em>Conosco  poco il caso Bologna, ma a prima vista <strong>andrebbe creato il brand  ‘Bologna’ a tavolino per comunicare la città in maniera univoca e  compatta</strong>, facendo partecipare tutte le istituzioni e lavorando su  iniziative congiunte per ottimizzare risorse</em>. [E' quello che sta cercando di fare Tagbolab da 3 anni, partendo proprio dalla consapevolezza che manchi un'immagine unica per promuovere la città, coinvolgendo tutte le realtà del territorio, cercando di fare rete e di essere il nodo in cui tutte le esperienze bolognesi possono ritrovarsi e collaborare].</p>
<p>3.  <span style="text-decoration: underline;">Condividere i progetti di marketing territoriale</span>: <em>trovo che il diritto di copyright su progetti di marketing territoriale  sia un controsenso. Spendere quanità enormi di denaro per costruire  prodotti turistici e poi fare in modo che siano protetti e non  condivisibili non dà molti frutti: molto meglio <strong>spingere alla  condivisione</strong> attraverso messaggi virali e Creative Commons Copyright per  far arrivare il messaggio più lontano possibile.</em></p>
<p>Non ci resta che ringraziare Mikaela per la bella intervista, le risposte stimolanti e i preziosi consigli e invitarvi tutti il 1 giugno in Cappella Farnese, Palazzo d&#8217;Accursio a Bologna, per continuare questo interessante dibattito.</p>
<p>Vi aspettiamo!</p>
<p>[Le foto vengono da <a href="http://www.cantforget.it/gallery/photo?album=all&amp;gallery=2" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.cantforget.it/gallery/photo?album=all&amp;gallery=42" target="_blank">qui</a>]</p>
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