Perchè alcuni uomini sono attratti dai trans?

Il fenomeno dei travestiti è sempre più insistentemente sotto i nostri occhi e si rivela ormai come una realtà con radici ramificate nella nostra società.
La transessualità non ci deve inquietare, perché biologicamente potrebbe trattarsi non di una deviazione, ma semmai di un ritorno alle origini. Basti ricordare il mito dellErmafrodito. Come riporta amabilmente il professor Umberto Veronesi nel suo articolo, se ci pensiamo bene, dal punto di vista biologico potremmo essere tutti degli ermafroditi: i maschi hanno le mammelle (che possono in alcuni casi anche ammalarsi) e la loro prostata potrebbe essere considerata lequivalente dellutero.
In fondo, nasciamo con ormoni femminili e maschili e, per un certo periodo dello sviluppo embrionale, abbiamo delle gonadi che possono svilupparsi in senso femminile o maschile.
Poi nellevoluzione umana si è delineato chiaramente il modello dei due sessi: un sesso forte, che doveva procurare il cibo e difendere il territorio, e un sesso debole, che doveva accudire la prole. Per millenni questo schema organizzativo ha essenzialmente determinato i rapporti sessuali, stimolando la produzione di ormoni maschili nelluomo e femminili nella donna.
Oggi la riduzione delle differenze dei ruoli fra i due generi ha innegabilmente ridotto anche la polarità fra i sessi, incidendo di conseguenza sulle regole dellattrazione sessuale. Si sa che in natura poli diversi si attraggono, mentre quelli uguali si respingono.
Questo non vuol dire, però, che andiamo verso unumanità asessuata e sterile (anche se laumento della sterilità è un dato obiettivo su cui intervenire), ma che stiamo evolvendo verso una nuova sessualità, più ampia, che può comprendere anche il travestitismo, appunto come materializzazione del desiderio ancestrale di accoppiarsi con lErmafrodito.
Accettare i transessuali non vuol dire ignorare la loro esistenza e soprattutto i loro problemi. Il transessuale spesso soffre dal punto di vista psicologico di un disturbo che si chiama dellidentità di genere, vale a dire che la sua identità sessuale non corrisponde a quella psicologica. Sono persone comunque con unevidente fragilità, che possono molto facilmente finire per essere manipolate e sfruttate.
Per questo, piuttosto che gridare allo scandalo, o voltare la testa dall’altra parte, io credo che dovremmo pensare a come integrarli civilmente nella nostra società.

Il fenomeno dei travestiti è sempre più insistentemente sotto i nostri occhi e si rivela ormai come una realtà con radici ramificate nella nostra società.La transessualità non ci deve inquietare, perché biologicamente potrebbe trattarsi non di una deviazione, ma semmai di un ritorno alle origini. Basti ricordare il mito dellErmafrodito.Se ci pensiamo bene, dal punto di vista biologico potremmo essere tutti degli ermafroditi: i maschi hanno le mammelle (che possono in alcuni casi anche ammalarsi) e la loro prostata potrebbe essere considerata lequivalente dellutero.In fondo, nasciamo con ormoni femminili e maschili e, per un certo periodo dello sviluppo embrionale, abbiamo delle gonadi che possono svilupparsi in senso femminile o maschile.
Poi nellevoluzione umana si è delineato chiaramente il modello dei due sessi: un sesso forte, che doveva procurare il cibo e difendere il territorio, e un sesso debole, che doveva accudire la prole. Per millenni questo schema organizzativo ha essenzialmente determinato i rapporti sessuali, stimolando la produzione di ormoni maschili nelluomo e femminili nella donna.Oggi la riduzione delle differenze dei ruoli fra i due generi ha innegabilmente ridotto anche la polarità fra i sessi, incidendo di conseguenza sulle regole dellattrazione sessuale. Si sa che in natura poli diversi si attraggono, mentre quelli uguali si respingono.Questo non vuol dire, però, che andiamo verso unumanità asessuata e sterile (anche se laumento della sterilità è un dato obiettivo su cui intervenire), ma che stiamo evolvendo verso una nuova sessualità, più ampia, che può comprendere anche il travestitismo, appunto come materializzazione del desiderio ancestrale di accoppiarsi con lErmafrodito.
Accettare i transessuali non vuol dire ignorare la loro esistenza e soprattutto i loro problemi. Il transessuale spesso soffre dal punto di vista psicologico di un disturbo che si chiama dellidentità di genere, vale a dire che la sua identità sessuale non corrisponde a quella psicologica. Sono persone comunque con unevidente fragilità, che possono molto facilmente finire per essere manipolate e sfruttate.Per questo, piuttosto che gridare allo scandalo, o voltare la testa dall’altra parte, io credo che dovremmo pensare a come integrarli civilmente nella nostra società.

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