L’infomobilità che vorrei… capitolo II

marzo 8, 2012 | partnership

Ecco il terzo e ultimo post di indagine sui dati emersi dal questionario di Smartip.

Come abbiamo scritto la volta precedente, questa settimana approfondiremo i dati dal punto di vista delle fasce di età individuate oltre, naturalmente, a far emergere le nostre prime considerazioni intermedie rispetto al bisogno di infomobilità cittadino.

Abbiamo deciso di creare alcune classi di età specifiche per capire meglio le variazioni in relazione a questo dato. Pensiamo, infatti, che la discriminante età possa avere delle ricadute sia sul bisogno di infomobilità, che sull’attitudine all’utilizzo di particolari tecnologie.

Vediamo allora brevemente quali i dati più significativi, anche in relazione a quelli già analizzati nel precedente post.

Come si nota velocemente, le tre classi centrali (30-39 anni / 40-49 anni / 50-59 anni) rappresentano le classi più numerose, raggiungendo il 72,3% del totale.

Per facilità di lettura, precisiamo che le rappresentazioni grafiche che seguono sono così pensate: nella prima colonna abbiamo i dati relativi alle percentuali calcolate sul totale per ogni singolo quesito. Nelle colonne che seguono si evidenziano, per classi di età, le principali variazioni (da quattro punti percentuali in su) rispetto al totale dei casi intervistati. In verde, le variazioni in eccesso, in rosso quelle in difetto. Abbiamo segnalato con un carattere più grande il valore che si differenzia maggiormente (sia in rosso che in verde) rispetto alla media totale.

L’oggetto del bisogno di infomobilità ha ricadute diverse sulle classi di età prese in considerazione: per la fascia 0-29 i mezzi condivisi rappresentano l’oggetto di interesse principale. Così come per la fascia 30-39 temi ciclabili e intermodalità. Se, invece, ci spostiamo verso classi più adulte (50-59 e oltre i 60) sono i mezzi pubblici a farla da padrona, come si vede in figura 1.

Figura 1 – focus su età e risposte: oggetto dell’esigenza maggiore di infomobilità

Per quanto riguarda, invece, i canali prediletti per ottenere informazioni sull’offerta di infomobilità presente sul territorio gli intervistati così rispondono: ça va sans dire che la fascia 0-29 vede in Internet il mezzo prediletto di informazione, anche in riferimento all’infomobilità. Questo, naturalmente, a discapito di punti informativi sul territorio e delle email. Le stesse email che, invece, rappresentano il canale prediletto della fascia over 60. E gli stessi punti informativi valorizzati dalla fascia 40-49. Il mobile cresce fino ai 39 anni per poi calare nelle fasce successive.

Figura 2 – focus su età e risposte: canali di infomobilità

E per quanto riguarda gli strumenti?

Mentre le mappe geolocalizzate crescono nella fascia 0-29 e dai 30 ai 39 anni (così come i social network e i siti web), calano a dismisura all’aumentare dell’età che, proporzionalmente, fa crescere invece le email e l’utilizzo di sms su telefono mobile. Le infografiche, invece, sembrano attrarre di più un pubblico giovane, forse anche perché più incline a questo tipo di rappresentazione grafica.

Figura 3 – focus su età e risposte: strumenti di infomobilità

Per concludere questo excursus su età e bisogno di infomobilità, ci concentriamo ora sulla percezione che gli intervistati hanno dell’attendibilità delle fonti. In particolare ciò che ci interessa sottolineare è come le Istituzioni, molto forti su profili di età adulta, perdono facilmente terreno nelle fasce più giovani a vantaggio delle cosiddette community online, veri e propri spazi di aggregazione e informazione online.

Figura 4 – focus su età e risposte: valutazione affidabilità delle fonti

Queste le nostre prime conclusioni intermedie, alla luce di tutti i dati presentati:

-       accanto al dato quantitativo che definisce il grado di fiducia dei cittadini bolognesi verso il sistema di infomobilità presente sul territorio (il 42 % dei partecipanti) poniamo quello più qualitativo che si riferisce allʼesigenza di un’immagine di infomobilità coesa a livello urbano, che a oggi sembra non trovare riscontro effettivo.

Più spesso, infatti, sono arrivate segnalazioni o proposte di modelli che non si riferiscono a un servizio in particolare, ma piuttosto a un territorio che nel suo complesso si dimostra capace di rispondere ai bisogni di mobilità della cittadinanza (su tutte, la città di Londra).

Per questo riteniamo sia da intraprendere la strada che sviluppa lʼaccessibilità in tempo reale, al di là della distribuzione delle informazioni presenti sul territorio.

-       prestando attenzione al dato quantitativo che sottolinea, da un lato, la crescente esigenza di utilizzare applicativi mobile per diffondere informazioni, dall’altro la resistenza per alcune fasce di età di ricevere informazioni via mail, riteniamo che investire su un solo canale di comunicazione non sia sufficiente per raggiungere l’intera cittadinanza. Piuttosto è ipotizzabile pensare di affiancare due sistemi di comunicazione (visualizzazione grafica e push via email), in grado di soddisfare la doppia natura dei bisogni cittadini.

Continuate a segnalarci le vostre idee e proposte a progetto.smartip@gmail.com

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Comments (3)

 

  1. Mig Brandinelli scrive:

    Ho 67 anni. Curiosa di ICT ma non appassionata, in poco tempo sono sorpassata da tecniche e terminologia, e quindi di capacità di immaginare i servizi di cui parlate. Ci si prova con l’immaginazione, ma solo qualche esempio potrebbe fare la differenza. Visualizzazione grafica? Immagino bene se penso geolocalizzata? Push via email? Riservata agli smartphone? A iscrizione?
    Intuitivamente (anche se non sicura di capire) concordo sull’idea di più sistemi di comunicazione, privilegiando l’informazione in mobilità.

  2. francesco Paolo Ausiello scrive:

    mi pare che i diagrammi siano non corrispondenti ai commenti.
    Ad esempio leggo che la propensione all’uso di internet per >60 sarebbe bassa , ma invece è del 77% ,e quindi?
    Non è chiarito perchè alcuni numeri sono verdi e altri rossi e di font diversi.Quali totali dovrebebro fare 100 ?
    Non ricordo se sono ammesse risposte multiple , ma in tal caso occorre normalizzare le risposte
    La ricerca è interessante e mi piacerebbe realmente capirne i risultati.Ringrazio se darete seguito a questo commento

  3. Letizia scrive:

    Andando per ordine, rispondiamo prima alla Sig.ra Brandinelli.

    Siamo d’accordo con lei che le terminologie e i supporti, quando si parla di nuove tecnologie, cambiano e si modificano velocemente. Forse è proprio l’essenza di questo concetto.

    Di fatto, quando parliamo di visualizzazione grafica ci riferiamo, come lei stessa ha intuito, a mappe geolocalizzate capaci di sovrapporre diversi livelli di informazione (si potrebbe pensare a una mappa che contempli un livello per l’infomobilità su mezzi pubblici, un altro per l’infomobilità in relazione ai mezzi condivisi, e così via).
    Naturalmente, come la stessa analisi ha evidenziato, tali strumenti non possono essere pensati come trasversali a tutte le classi di età prese in considerazione. Ecco perchè l’ipotesi di affiancare a strumenti altamente “tecnologici” (come le mappe), strumenti oramai più diffusi, come le mail.
    Evidentemente si tratta di un’analisi intermedia (il progetto, infatti, si concluderà alla fine del 2012) che, nel corso dei mesi a seguire potrebbe assumere interpretazioni diverse e più specifiche.

    Per rispondere, invece, al Sig. Ausiello, come abbiamo specificato a metà post (“precisiamo che le rappresentazioni grafiche che seguono sono così pensate: nella prima colonna abbiamo i dati relativi alle percentuali calcolate sul totale per ogni singolo quesito. Nelle colonne che seguono si evidenziano, per classi di età, le principali variazioni (da quattro punti percentuali in su) rispetto al totale dei casi intervistati”), ciò che abbiamo voluto evidenziare è una variazione rispetto al totale.

    Nel caso specifico che cita lei (l’utilizzo di internet per la fascia over 60) è chiaro sì che non si tratta di un dato percentualmente irrilevante, ma chiaramente inferiore rispetto alla percentuale sul totale degli intervistati (dall’85% totale passiamo, infatti, al 77%, ovvero parliamo di un calo di 8 punti percentuali).

    E’ altresì specificato il significato che assumo i numeri in verde e quelli in rosso (sempre citando il post: “In verde, le variazioni in eccesso, in rosso quelle in difetto. Abbiamo segnalato con un carattere più grande il valore che si differenzia maggiormente (sia in rosso che in verde) rispetto alla media totale”).

    Per concludere, come avevamo sottolineato nel post precedente (dal titolo “L’infomobilità che vorrei: tra mappe geolocalizzate e social network”) i dati presentano alcune divergenze a livello statistico-numerico, in quanto i dati risultatanti dal questionario si riferiscono anche a domande per cui era prevista una risposta multipla.

    Con questo rapido commento spero di aver esaurito i vostri dubbi/perplessità.
    Non esitate a commentare nuovamente su questo blog o a scriverci a progetto.smartip@gmail.com

    Grazie a voi per la partecipazione, è davvero importante per costruire processi condivisi e partecipati.

    Il team

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