I dati sui 133 festival dell’Emilia-Romagna

maggio 26, 2011 | Bologna, Emilia Romagna 2.0, Forlì Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, osservatorio

Dopo Bologna, in questa sua seconda edizione TagBoLab ha ampliato l’analisi e la mappatura dei festival a tutta l’Emilia-Romagna, svelando lo scenario degli eventi che rappresentano, promuovono e valorizzano la regione.

Con i dati raccolti, disponibili sul wiki, grazie alle segnalazioni degli utenti e dal lavoro di ricerca di tutto il Lab, possiamo ora rendicontarvi percentuali, costanti e tendenze della festivalizzazione del territorio emiliano-romagnolo: ne esce una offerta culturale davvero variegata e in continuo movimento, come testimoniano i numerosi barcamp.

L’idea di un ecosistema culturale in cui città e quartieri, associazioni ed enti locali, fondazioni ed imprese si cristalizzano, ponendo di fatto l’esistenza di  una promozione territoriale partecipata, è evidente.

Il marketing territoriale event based, diventa così un elemento caratterizzante della Regione, con offerte culturali di ogni tipo e per ogni nicchia.

In maniera del tutto prevedibile,  Bologna, con 58 manifestazioni, è la città più produttiva, seguita da Modena e dalle due province costiere, Ravenna e Rimini, le cui attività estive ed attrattive turistiche consentono di distanziarsi parecchio dalle città posizionate più nell’interno.

Abbiamo ritenuto di poter considerare nella nostra analisi anche San Marino,  geograficamente appartenente all’Emilia-Romagna.

Da notare come più del 10% dei festival non si svolga in un’unica location, ma sia distribuito su più province, se non addirittura su tutto il territorio emiliano-romagnolo.

Seppure caratterizzato da una grande varietà di categorie, lo scenario dei festival emiliano-romagnoli è chiaramente dominato dalla Musica (29,3%): spiccano tra tutti i concerti live e gli eventi di musica elettronica/sperimentale, seguiti da jazz, musica classica e musica tradizionale popolare.

A seguire, soltanto tre categorie, Cultura (13,5%), Cinema (12,7%) e Arte (10,5%) riescono a ritagliarsi una fetta considerevole del panorama dell’intrattenimento regionale.

Sessualità e giornalismo i temi più sentiti in ambito culturale.

Nel Cinema maggiormente in evidenza sono i concorsi, le proiezioni di cortometraggi, i documentari e i film d’animazione.

Per quanto riguarda invece l’Arte, i fumetti e le opere contemporanee la fanno da padroni.

Da sottolineare la forte presenza dei barcamp (ben 12!) sul territorio, a testimonianza della grande e costante attività delle communities online emiliano-romagnole.

Un ulteriore contributo, anche se decisamente meno rilevante dal punto di vista quantitativo, è dato dai festival che trattano di Teatro ed Alimentazione (5,22%), Storia e Letteratura (2,21%), Urbanistica, Sport, Magia, Danza e Ambiente (1,51%), Scienza, Religione e Fotografia (0,75%).

Dal punto di vista della distribuzione temporale, la rete dei festival emiliano-romagnoli copre tutti i 12 mesi dell’anno, concentrandosi maggiormente alla fine della primavera e all’inizio dell’autunno: tra maggio e ottobre si tengono infatti oltre 80 festival.

Proprio ottobre il mese più ‘affollato’, con circa 30 manifestazioni.

Come già osservato nei dati relativi all’anno precedente, il mondo dei festival è talmente variegato da riuscire a coprire un target di utenza assai vasto ed eterogeneo.

Ce n’è davvero per tutti i gusti: 13 festival su 133 sono espressamente dedicati a bambini e ragazzi, ma non mancano appuntamenti per meno giovani e anziani, tra degustazioni di prodotti tipici locali, maratone di lettura solidali, lezioni di salsa, tematiche sociali ed ambientali, concerti reggae nei boschi dell’Appennino, produzioni video indipendenti d’avanguardia e tuffi nelle pellicole cinematografiche del passato.

L’offerta culturale della Regione tende ad attirare l’attenzione anche oltre i confini italiani: sono infatti 70 i festival di respiro internazionale, con ospiti provenienti da tutto il mondo.

Quest’apertura non trova però conferma nei fatti, dato che solo 48 festival su 133 hanno predisposto un sito web multilingue e solo 7 si preoccupano di esplicitare la propria accessibilità al pubblico diversamente abile.


Anche il mondo dei festival si sta sempre più accorgendo della potenza pervasiva dei social network, unendo alla comunicazione tramite il proprio sito web quella via Facebook, Twitter, YouTube, Flickr e MySpace (54%).

C’è poi chi tra i social opta per aprire solo una pagina Facebook (22%) e chi addirittura vuole strafare e crea pure un blog ad hoc (7%). Rimane comunque centrale la funzione del sito web dedicato (più del 21% dei festival decide di comunicare esclusivamente tramite questo canale), mentre solo il 5,5% sceglie di promuoversi unicamente sui social networks.

Da notare anche come quasi il 9% degli organizzatori di festival ritenga di non dover aprire nemmeno una pagina web dedicata, preferendo appoggiarsi ad altri (sito del Comune o dell’associazione organizzatrice) e come più del 3% decida di non sfruttare in alcun modo i canali di comunicazione 2.0


Analizzando un po’ più approfonditamente i dati sui social, vediamo come sia Facebook lo strumento preferito e quindi adottato da quasi la metà (45,8%) dei festival, seguito da YouTube, Twitter, Flickr e MySpace, che mantiene un buon 10% di preferenza nonostante la perdita d’utenza degli ultimi anni.

Infine… chi organizza e chi finanzia?

75 festival su 133 sono organizzati da associazioni e privati (agenzie di comunicazione, federazioni sportive, locali notturni…), mentre i Comuni dell’Emilia-Romagna hanno preso parte all’organizzazione degli eventi in meno del 18% dei casi.

A fare la parte del leone per quanto riguarda i finanziamenti sono invece proprio i Comuni, che insieme a Regione e Provincia sostengono più del 60% dei festival emiliano-romagnoli. Seguono i Ministeri, in particolare il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali che copre il 64% di tutti i finanziamenti erogati da questi organi di governo, e le Università. Per completare la panoramica sui finanziamenti pubblici, citiamo il ruolo di Cineteca (3,3%), MAMbo e Teatro Comunale di Bologna (2,5%), insieme a Quartieri, Accademia delle Belle Arti, Sala Borsa, APT e Museo Civico Archeologico, che hanno però un ruolo di secondo piano come mostrano le percentuali, che oscillano tra il 2 e lo 0,8%.

Spostando l’attenzione ai finanziamenti privati, rimarchiamo il forte ruolo delle Fondazioni bancarie: come già avevamo rilevato l’anno scorso, sono la Fondazione del Monte e la Cassa di Risparmio di Bologna le più attive in questo senso, tanto da coprire le spese di circa il 20% dei festival della Regione. Seguono Hera e Coop (15%), Aeroporto di Bologna (9%), BolognaFiere e ASCOM (6,8%), ARCI, Enel e Lancia (2,2%).

Tags: , , , , , , ,

Comments (2)

 

  1. giulia scrive:

    ottima analisi e descrizione perfetta, brava eleonora :)

  2. elfolen scrive:

    grazie Giulia!!
    è stato proprio un bel lavoro… e la panoramica che offre è davvero interessante ;)

Leave a Reply