Unibox registra il tutto esaurito: il sapere esonda in città

marzo 25, 2011 | Bologna, appuntamenti

Se vi è arrivata voce dell’esistenza di UniBox, e stavate pensando di parteciparvi, dovrete armarvi di pazienza e mettetevi in fila.

Sono già 15, infatti, i gruppi che finora si sono prenotati per svolgere le loro attività all’interno dei box, riempiendo il calendario fino a giugno. Per snocciolare qualche numero, stiamo parlando del coinvolgimento di 9 facoltà, più di 450 studenti e 60 docenti.

Ma facciamo un passo indietro e spieghiamo, per chi non lo sa, cos’è il progetto UniBox.

Si tratta di quattro “scatole” in ferro e vetro, della superficie di 21 mq ognuna, collocate al secondo piano della biblioteca Sala Borsa, proprio accanto all’Urban Center. Le strutture, dotate dei dispositivi tecnologici necessari, ospiteranno nei prossimi mesi diverse attività di ricerca, progettazione e discussione di gruppi di studenti, dottorandi e docenti dell’ateneo bolognese.

Peculiarità di questi spazi-laboratorio è il loro design, concepito in un’ottica di massima integrazione e armonizzazione con lo spazio circostante. I pannelli in vetro, da un lato, permettono una completa visibilità delle attività svolte all’interno dagli studenti, e dall’altro consentono a chi vi si trova dentro di sentirsi parte integrante della biblioteca. Ogni box è poi dotato di un video esterno in modo che anche chi è solo di passaggio possa vedere in tempo reale cosa si sta realizzando all’interno di queste “scatole pensanti e comunicanti”.

L’intento di questa progettazione degli ambienti all’insegna della trasparenza è quello di instaurare un primo contatto tra gli studenti e i ricercatori e la cittadinanza, che sarà poi seguito, al termine di ogni singolo progetto, da una presentazione generale, in collaborazione con l’Urban Center.

Gli UniBox sono stati inaugurati il 14 febbraio, alla presenza del commissario Annamaria Cancellieri e del rettore Dionigi, a rappresentare l’intesa tra il Comune e l’università che, insieme al contributo finanziario della Fondazione del Monte, ha reso possibile il progetto.

Le parole pronunciate in quell’occasione dal rettore spiegano bene lo spirito che anima il progetto: “a Bologna torri e toghe si tengono insieme” – ha detto – “il segnale è quello di un’università che esce dalle aule e dai laboratori per fare ricerca in un luogo civico pubblico, che si candida con il suo sapere a diventare consulente per la città.

Questo progetto “significa uscire dall’ autoreferenzialità, portare i risultati del nostro studio non solo sulle riviste scientifiche, ma al pubblico”, ha aggiunto il prorettore Roberto Nicoletti.

All’incessante e fondamentale lavoro intellettuale della comunità universitaria non è mancato il riconoscimento del commissario Cancellieri: “Bologna non sarebbe quella che è senza la sua università”.

Come dicevamo all’inizio, il progetto ha riscosso immediatamente  un enorme successo, e le prenotazioni dei laboratori non si sono fatte attendere.

Si va dai gruppi di studio sugli scambi sociali all’osservatorio sul contesto urbano, dalla neuropsicologia sperimentale alla cartografia storica.

Si può ammirare la monoposto realizzata da Unibo Motorsport, la squadra corse nata dalla facoltà di Ingegneria, e il videogioco per imparare a fare i tortellini, già presentato a Shanghai da un’équipe di ricercatori dell’Alma Mater.

Tra le attività attive in queste settimane è da segnalare il laboratorio di semiotica applicata a cura di CUBE – Centro Universitario Bolognese di Etnosemiotica, che “analizza il territorio, gli spazi urbani e pubblici attraverso osservazioni etnosemiotiche, analisi dei dati e costruzione di report”. Le date degli incontri le trovate qui.

Il 9 marzo si è svolto il primo dei due incontri del seminario organizzato dall’ateneo insieme alla Sopraintendenza regionale per i Beni Archeologici, all’interno del quale sono stati illustrati i risultati degli scavi archeologici condotti tra il 2007 e il 2008 in viale Aldini, che hanno restituito le testimonianze della Felsina delle epoche etrusca, celtica e romana, tra cui quattro monete d’argento coniate dai Galli Boi, le più antiche mai rinvenute a Bologna. Il programma completo del seminario è reperibile qui.

Inizierà invece il 22 marzo “Territori dell’abitare. Bologna. Sostenibilità urbana e progetto dell’architettura”, una serie di diverse iniziative (una mostra, due workshop, un convegno e un seminario) incentrate sui temi del territorio, della sostenibilità e della partecipazione, frutto della collaborazione tra il corso di laurea magistrale in Ingegneria Edile e Architettura, il Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale e il corso di laurea magistrale in Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale.

Insomma, dentro le “bolle di sapere” dell’università di Bologna, ce n’è davvero per tutti i gusti!

[questo post è stato scritto da Matteo Negri].

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Comments (1)

 

  1. Argento scrive:

    un articolo interessante, mi chiedevo se c’è un qualche modo per rimanere aggiornato su questo argomento

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