EAVI Camp: come fare la differenza con il web
novembre 4, 2010 | Modena 2.0
Come abbiamo già anticipato qui, il 23 ottobre a Modena, in occasione del Linux Day 2010, si è tenuto l’EAVI Camp, barcamp dedicato alla cultura della partecipazione (open content, open data e crowdsourcing), alla produzione di contenuti (blog e blogosfera) e alla cultura di Internet, inteso come strumento che consente di accelerare il progresso e che offre infinite opportunità di comunicazione, socializzazione e creazione di reti di individui.

Come potevamo mancare? Anche TagEmiliaRomagna era presente, non solo per parlare di se stesso, ma per fare nuove conoscenze e intessere relazioni.
La giornata è stata ricca di interventi interessanti, ha fornito spunti di riflessione e di discussione, ci ha permesso di entrare in contatto con molte realtà che sfruttano consapevolmente il web e le sue potenzialità.
Come si deduce dal programma, le tematiche che sono state affrontate nel corso della giornata sono state molteplici e riconducibili agli argomenti più diversi: si è parlato di giornalismo partecipativo, di promozione del territorio attraverso i social media, di web tv, di democrazia diretta, di modelli di business e molto altro.
Durante la prima sessione, sono state presentate le esperienze relative allo sviluppo creativo in rete:
Dopo un’introduzione sui social network di Riccardo Cavalieri, sono intervenuti:
- Davide Fonda che ha raccontato l’esperienza di Fuori tv, una web tv di Modena, nata nel 2007 per i giovani, che in questi tre anni si è evoluta ed è cresciuta, tanto che oggi il 65% del pubblico è costituito da adulti;
- Cristina Gorzanelli ha spiegato il progetto www.mondointeressante.org, una piattaforma in cui i cittadini diventano narratori attivi e raccontano Modena attraverso degli audio racconti, con i quali la città viene descritta dal punto di vista “emotivo” del narratore in modo da far emergere immagini inedite;
- Marlene Kunz, che sul blog del portale Virgilio.com racconta la sua città, Modena, secondo il punto di vista personale.
- Stefano Forzoni che nel suo blog raccoglie delle rivisitazioni delle fiabe più famose, raccontandole e modificandole secondo la propria immaginazione. Questa sua attività gli è valsa una nomination ai Macchianera Blog Award. Forzoni ha descritto la rete come “un mezzo decisivo per la comunicazione, un mezzo a portata di tutti, gratuito, mondiale, composto da persone, attraverso il quale è possibilie fare la differenza“. Queste parole racchiudono lo spirito dell’intera giornata e la volontà di utilizzare il web in modo consapevole, sfruttando al massimo le opportunità che offre per generare cambiamento.
- Hanno chiuso la prima sessione Andrea Zanni, sottosegretario di Wikimedia Italia, che ha illustrato Wikipedia e i sottoprogetti a esso collegati,per esempio Wikisource, Wikibooks, Wikiquote e molti altri, e Riccardo Lancellotti che ha spiegato le origini dell’open source e modelli di business ad esso collegati.
La seconda sessione era dedicata ai contenuti generati dagli utenti e alle conseguenze che ne derivano. Gli interventi hanno toccato anche qui gli ambiti più diversi:
- Fabrizio Dal Borgo ha spiegato il rapporto tra promozione e produzione artistica nell’era del web 2.0;
- Carlotta Vandini ha presentato una piattaforma attiva nel comune di Modena pensata per gli stranieri, in cui vengono raccolti i corsi di italiano per stranieri, partendo dall’idea che l’apprendimento della lingua è il primo passo verso l’integrazione;
- E’ stato poi il nostro momento: Michel D’Alena ha raccontato l’esperienza di TagBolab e l’evoluzione in TagEmiliaRomagna;
- Pietro Tarozzi ha spiegato come è nato Albanianews, un quotidiano albanese in lingua italiana con sede a Modena. Il quotidiano nasce dall’esigenza di fare informazione dal basso e soprattutto per rispondere ad una precisa necessità della comunità albanese, ossia quella di difendersi da come i media tradizionali rappresentano gli immigrati, sempre in modo negativo.
- Monique D’Alex e Marta Ferracini hanno invece descritto come il loro blog che ha seguito e segue tutt’ora la situazione in Abruzzo, sia nato dal senso di dovere civico che le ha spinte a raccontare la realtà post terremoto. Nonostante i media ufficiali considerino l’emergenza ormai scongiurata e non trattino più la notizia, quello che emerge dal racconto delle due blogger è ben diverso. Subito dopo il loro intervento, Davide Fonda di Fuori.tv ha chiesto di potersi unire a loro nel prossimo viaggio in Abruzzo per dedicare una puntata alla situazione attuale nelle zone colpite dalla catastrofe. Ciò dimostra come i barcamp siano momenti che permettano l’incontro, la relazione e la nascita di collaborazioni tra realtà del web che altrimenti non si sarebbero, forse, mai realizzate.
- Giulia Lippolis delle GGD Bologna ha raccontato cosa siano le Girls Geek Dinners, realtà che ormai conosciamo molto bene e di cui abbiamo già parlato molte volte nel nostro blog.
- Daniele Costa Zaccarelli di Gheminga ha posto l’accento su come il web sia una forza destabilizzante e che sta generando cambiamento profondo. Poiché parla in modo contrastante rispetto al mainstream e dà voce a chiunque provoca delle resistenze.
- Duccio Armenise ha evidenziato come la democrazia diretta, quella in cui i cittadini partecipano attivamente, sia possibile grazie al web 2.0;
- Nicola Bonora di Mentine, ha presentato il progetto Accessibile.it, con cui collabora la nostra collega Valeria e di cui abbiamo già parlato qui;
- Laura Intransito, una delle organizzatrici della giornata, ha mostrato il suo documentario sulla situazione a Cuba, ancora stretta nella morsa della censura, che inizia però a essere “raggirata” grazie alle opportunità offerte da internet e dalla blogosfera, non senza pericoli e difficoltà;
- Infine Paolo Aldigheri ha presentato il suo blog a fumetti.
L’ultima sessione era dedicata all’educazione ai media, alla sensibilizzazione e alfabetizzazione per il web. Diffondere una cultura del web, imparare a “stare in rete”, scoprire le potenzialità enormi di questo nuovo mezzo sono elementi indispensabili. Sono intervenuti:
- Luca Borgomeo di Aiart;
- Aldo Arbore, che ha spiegato come apprendere la cultura del web tramite blog, video e cartoni animati;
- Marco “il Many” Manicardi che ha raccontato la sua esperienza di un ebook collettivo, realizzato reclutando scrittori sul web, a dimostrazione del fatto che la rete genera relazioni e collaborazioni che si traducono in prodotti reali e fruibili da tutti.
- Francesco Zarzana ha parlato del Buk, festival della piccola e media editoria.
- Hanno chiuso il barcamp Nicolas Montemaggi e Elisa Mazzini di TER, di cui abbiamo già parlato qui, spiegando come fare promozione turistica con i social media, il crowdsourcing, la partecipazione e collaborazione degli utenti, per dare valore aggiunto al racconto regionale.
Tutte queste esperienze, seppur molto diverse tra loro, sono accomunate da un elemento che è quello della collaborazione. Il web 2.0 ha come elemento distintivo rispetto al passato proprio la possibilità che offre agli utenti di partecipare e di essere realmente attivi. Molti dei progetti descritti sopra non sarebbero stati realizzati senza una effettiva collaborazione tra gli utenti. Questa, impossibile o comunque realizzabile con tempi molto più lunghi e con molte difficoltà in una dimensione offline, è possibile grazie alla dimensione online, che mette in contatto utenti e offre loro uno spazio in cui possono relazionarsi e lavorare.
Occasioni offline come i barcamp poi permettono una ulteriore diffusione e un rafforzamento delle reti e relazioni che sono nate nel web.
E’ per questo che il web fa la differenza: mette in contatto gli utenti, crea comunità, dà loro voce, li rende attivi e permette loro di intervenire direttamente, nel campo dell’informazione, delle politiche pubbliche, dei servizi al cittadino, della promozione del territorio. Il web non è solo uno strumento tecnologico, ma uno strumento di comunicazione e di socializzazione fatto principalmente di persone. Sono quindi gli utenti che utilizzandolo in modo consapevole generano cambiamento.
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