Tag Bologna best pratice al Toscana Lab 2010

luglio 6, 2010 | osservatorio

Essere invitati a partecipare al Toscana Lab, di cui abbiamo già parlato qui, come esempio di best practice è un buon punto di partenza per lanciare il nostro laboratorio e farlo andare oltre.

L’occasione, oltre che perfetta per farci conoscere, ci ha fornito nuovi spunti di riflessione e ci ha dato la possibilità di venire a contatto con  altre esperienze e altri progetti che possono aiutarci a migliorare la nostra conoscenza e le nostre competenze nell’ambito dei social media e del web 2.0.

La presentazione del nostro progetto era prevista all’interno del panel intitolato Internet better Tourism, dedicato al web e alle nuove possibilità di comunicazione applicate al settore turistico.

Il turismo in Italia costituisce una risorsa economica enorme, ma nonostante questo, le potenzialità comunicative e promozionali della rete non sono ancora sfrutate a pieno da chi opera in questo settore. Si pensi, per esempio, al fatto che molti hotel e strutture alberghiere ancora oggi non possiedono un sito internet.

L’incontro, a cui hanno partecipato professionisti, rappresentanti di istituzioni e appassionati, ha voluto riflettere sullo stato del settore turistico e su come sia possibile migliorarlo tramite il web e le sue potenzialità.

Gli interventi si sono susseguiti veloci e dinamici, e non hanno mancato di scatenare un vivo dibattito tra i presenti  interessati a capire come le nuove  tecnologie e le nuove forme di comunicazione, nate grazie al web 2.0, che permettono l’interazione e la partecipazione degli stakeholders che possano migliorare l’offerta turistica e il  rapporto con i propri clienti- viaggiatori, anche per comprenderne i bisogni e le necessità.

Ha aperto i lavori Roberta Milano, ormai ben  conosciuta da chi legge il nostro blog, che ha introdotto la tematica della giornata (qui trovate le slides del suo intervento), analizzando come il web 2.0 abbia indubbiamente generato dei cambiamenti, introducendo nuove forme di partecipazione. Nonostante questo, la maggior parte degli attori non è ancora consapevole di trovarsi all’interno di un mutamento sociale e comunicativo e di conseguenza non sfrutta a pieno le possibilità che internet offre in termini di partecipazione attiva, di creazione di reti e di collaborazione. Nel suo intervento, Roberta Milano fa notare come i social media siano ormai utilizzati in tutto il mondo e come la percentuale più alta di coloro che li usano sia tra le persone comprese tra i 35 e i 44 anni. Ciò dimostra il fatto che sono strumenti alla portata di tutti e utilizzabili anche a livello professionale.

I social media ci permettono di entrare in contatto con il mondo intero, almeno potenzialmente, e solo riconoscendo le loro opportunità comunicative è possibile utilizzarli in modo vincente.

Dopo questa introduzione, la parola è passata a Rodolfo Baggio, docente all’Università Bocconi di Milano e specializzato nell’applicazione delle tecnologie al turismo. Entrato più nello specifico si è approfondita l’deia di web non come una realtà virtuale, anzi: i social media facilitano il trasferimento delle relazioni nate nella dimensione on-line a quella reale;  il web non è una fuga dal mondo, ma uno strumento di ricentramento e di ritrovamento.

Con i social media si assiste a un cambiamento enorme: gli utenti diventano dei canali, sono parte attiva del processo di comunicazione e di produzione dei contenuti, i quali sono user-generated ovvero generati dagli utenti stessi. Questa dimensione attiva deve essere sfruttata nell’ambito turistico, in quanto con i social media è possibile instaurare un rapporto con il viaggiatore, capire quali siano i suoi bisogni e farlo diventare in questo modo parte attiva. Il viaggio è composto da due momenti: uno precedente di ricerca e di scelta della meta e uno successivo al viaggio fatto di metabolizzazione dell’esperienza.

Il viaggio infatti forma, arricchisce e cambia le persone. Il web e i social media consentono di condividere quest’ esperienza con tutti gli utenti della rete, in modo da dare informazioni utili e da diventare “catalizzatori”. Il concetto stesso di viaggio è cambiato e come sempre più persone cercano la dimensione esperenziale, la soddisfazione di bisogni sociali e la conoscenza di mondi nuovi. Oltre  a questo, il viaggiatore stesso è portatore delle propria esperienza che deve essere conosciuta e sfruttata. Per questo utilizzare i social media nell’ambito del turismo è utile ed indispensabile: conoscendo i nostri “clienti” , le loro aspettative e le loro necessità è possibile soddisfarli con un’offerta migliore.

Dopo Baggio, ha preso la parola Monica Fabris, del GPF, istituto di ricerca e di consulenza strategica, che ha presentato una ricerca molto interessante da lei condotta.

Particolarmente interessante è il concetto di edonismo maturo, inteso come consapevolezza della necessità di socialità, relazione e condivisione. La Fabris ha ribadito anche l’idea di viaggio come esperienza e come emozione e per questo non possono essere disattese le aspettative del turista. La ricerca ha avuto come oggetto anche i social media e ha rilevato come gli utenti di questi strumenti siano più felici, più disposti alle relazioni umane e più consapevoli dei valori che emergono dalla socialità. Nell’ambito turistico si è passati dunque dalla dimensione del visitatore a quella del visit- attore, un soggetto più esperto, più informato ma anche più esigente. Questa nuovo tipo di turista sente il bisogno di vivere un’esperienza di viaggio personalizzata, pensata per lui; internet diventa quindi il mezzo ideale per costruire il proprio viaggio poichè veicola moltissime informazioni, adatte a pubblici diversi, e permette al singolo di scegliere in modo autonomo.

Il web si pone dalla parte dei viaggiatori ed è un mezzo flessibile che permette a chiunque di crearsi il viaggio che desidera.

Inoltre fornisce nuove modalità di vacanza, una su tutte quella offerta da siti come scambio.casa: la rete crea una comunità virtuale che interagisce, ha fiducia nei suoi membri e dà la possibilità di sperimentare nuove forme di viaggio e di esperienza che senza il mezzo internet non sarebbero state possibili.

Ermanno Bonomi della Regione Toscana ha riflettuto invece su come i bisogni del turista- consumatore si siano evoluti, siano cambiati negli ultimi anni e siano condizionati da molti fattori: sociali, culturali, economici ed esperenziali. E’ necessario capirli e prevederli. In quest’ottica devono operare le istituzioni che diventano i driver, comprendono le tendenze e definiscono le linee entro cui debbano muoversi gli operatori di un territorio. Bonomi ha dunque introdotto Alessandra Alari, che ci ha illustrato gli esiti di una ricerca condotta dal Team Travel di Google Italia. Il Team ha analizzato i trend di ricerca della propria vacanza e le destinazioni preferite dagli utenti, con riferimento sia all’Italia che all’estero (trovate qui la descrizione dettagliata della ricerca e gli esiti che ha prodotto).

I due interventi conclusivi, prima della presentazione delle due best practices, sono stati quelli di Alberto Chiapponi e Maurizio Goetz.

Il primo, responsabile delle social media strategies della H-art, ha presentato brevemente la campagna di promozione turistica  “Voglio vivere così” promossa dalla Regione Toscana, che ha come obiettivo quello di riposizionare la “regione più bella d’Italia” come luogo per le vacanze.

Ecco lo spot completo della campagna.

Goetz, di InnovActing, invece ha riflettuto sulle problematiche che caratterizzano la promozione turistica in Italia sul web e generano un ritardo rispetto ad altri paesi, oltre che sulla necessità di progettare l’esperienza turistica e di integrare l’ascolto dei bisogni dei viaggiatori con la creatività di chi fa un’offerta turistica. Goetz ha poi indicato lo storytelling, quindi la narrazione tramite i nuovi social media, come strumento sempre più diffuso e vincente per valorizzare le specificità culturali e differenziarsi dai concorrenti.

Infine ecco il momento delle best practices.

Prima di noi, è intervenuto Stefano Consiglio, docente presso l’Università di Napoli, che ha presentato il suo progetto Angeli per viaggiatori. L’idea nasce dalla convinzione che il viaggio non sia solo un momento di consumo, ma soprattutto di scoperta e di emozione. Il progetto consente di mettere in relazione i potenziali viaggiatori con alcuni residenti del luogo che si vuole visitare, che volontariamente si propongono come “amici” per guidare i turisti e portarli fuori dai percorsi convenzionali. Per ora è possibile trovare gli “angeli” in circa 40 città italiane, ma lo stesso fondatore conta di aumentare notevolmente le destinazioni, espandendosi anche all’estero. Il portale fa in modo che si instauri una relazione tra il viaggiatore e l’ “angelo”, in modo che questo diventi non una guida ma un amico a cui affidarsi e chiedere ogni tipo di informazione.

Dopo Stefano, è arrivato finalmente il nostro momento.

Nonostante i problemi tecnici, che hanno costretto Michele a fare l’intervento senza slides di presentazione (che potete trovare qui), è andato tutto benissimo, tanto che sono nate delle possibilità di collaborazione, una delle quali proprio con Angeli per Viaggiatori.

La mattinata è stata dunque densa di spunti, di riflessioni, ha dato la possibilità di riflettere sulle enormi potenzialità offerte dal web e come queste debbano essere sfruttate in maniera consapevole.

Non resta che augurarci che questo incontro dia dei buoni frutti, apra la strada ad una maggiore consapevolezza delle potenzialità del web e che queste vengano sfruttate per migliorare la promozione turistica e per dar vita  a nuove strade e collaborazioni.

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