Il network delle community bolognesi per una Bologna 2.0

luglio 7, 2010 | Bologna 2.0, lezioni

Ieri la tag era apetagbo.  E infatti su foursquare c’è stata una concentrazione notevole al Lumierè, alla cineteca di Bologna.

L’idea era di rilanciare il laboratorio e il meeting point creato attorno al TagBoCamp dove, per la prima volta, le communities on line bolognesi più numerose e strutturate, si sono ritrovate a condividere uno spazio e un tempo per riflettere su Bologna, la sua immagine e come promuovere un territorio nel web 2.0.

Tagbolab oltre a rivelarsi progetto di promozionale territoriale replicabile, vedi tagsardegna.it, si è rivelato possibile nodo dell’ecosistema del web 2.0 bolognese. Chi parla di Bologna on line se non le varie communities?

Urban Center by TagBolognaLab.

Ecco che ieri sera attorno allo stesso tavolo si sono succeduti , oltre al sottoscritto e alcuni membri di tagbolab, Linda, Cecilia, Nicola, Marco, Roberto, Omar, Simona, Alessandro.

Vedere GGDBo, BolognaIn, XingBologna e realtà anche private confrontarsi e rilanciare è stato piacevole. E vedremo se utile.

L’idea?

Vorremmo creare degli eventi pubblici che periodicamente siano occasione di confronto sia per le communities e sia per la cittadinanza. Attraverso le lezioni di tagbolab, si potrebbero regalare alla città momenti formativi e di confronto per diffondere un uso consapevole del web 2.0,  anche ricorrendo a location diverse rispetto a quelle universitarie. Questa è la linea che ieri sera è stata condivisa da tutti.

I risultati?

Sembra già che ci siano le prime date che da settembre in poi, porteranno alla luce specificità di cui Bologna tutta potrebbe godere.

I temi?

Ogni community ha la propria specificità che va mantenuta ma il tema di fondo, contando che Tagbolab nasce all’interno del  Corso di Laurea Magistrale in Scienze della comunicazione pubblica e sociale, è il web 2.0 e i social media come strumenti di comunicazione: vorremmo contribuire a diffonderne l’uso consapevole a seconda degli usi e degli scopi, dal privato al pubblico, poi open source, open gov, cittadinanza digitale, condivisione dei saperi,  citizen journalism, crowdsourcing….

Il sogno?

Arrivare ad attivare un rete per permettere ad ogni nodo di avvalersi di capacità organizzative, comunicative, e magari anche di fund raising, che singolarmente non sarebbero possibili. Bologna non è Milano o Roma ma ha le sue specificità.

Magari tutti assieme si potrebbe portare a Bologna “Meet the media Guru“?

Magari potremmo riuscire a mettere nell’agenda cittadina tematiche che tutte le communities condividono?

Bologna nel 1995 aveva Iperbole che posizionava la città tra le eccellenze: ora se a livello istituzionale c’è un vuoto, è la stessa cittadinanza, in questo caso digitale, ad indicare pratiche altamente evolute. Ma è necessaria una crescita che, forse, è possibile attraverso una messa in rete con condivisione di intenti e valori.

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Comments (11)

 

  1. giulia scrive:

    idea magnifica l’apetagbo! speriamo si arrivi al sogno!!

  2. Mic scrive:

    :) si Giulia, poi magari facciamo anche un brief li da te :) che stiam magari più freschi. comunque, facendo il serio, le premesse ci sono tutte e ieri c’è stata reale condivisione.Vedremo nei fatti!

  3. Panzallaria scrive:

    “Arrivare ad attivare un rete per permettere ad ogni nodo di avvalersi di capacità organizzative, comunicative, e magari anche di fund raising, che singolarmente non sarebbero possibili. “…ho già l’acquolina in bocca! A parte gli scherzi, credo che sia la via più giusta per uscire dallo stan by bolognese e partire con nuovo respiro! bravi tagghini

  4. Elena scrive:

    Io sono ottimista…faccio male???

  5. Mic scrive:

    ma LOL per tagghini :)

  6. Gloria scrive:

    Un’idea splendida e un progetto eccellente. Bravi davvero.

  7. Valeria scrive:

    grande idea! non vedo l’ora di essere a settembre! energie energie energie

  8. Pasquale scrive:

    Ciao a tutti, vi segnalo “Padri analogici, figli digitali” un progetto sull’innovazione e la cultura digitale promosso dalla Camera di Commercio di Roma. Il progetto parte da una ipotesi di fondo: e’ possibile accelerare il processo di modernizzazione di un Paese individuando e agendo su quei fattori, comuni a tutti i segmenti della società, che frenano o accelerano il cambiamento.

    In linea con quest’assunto, l’obiettivo è comprendere quali sono i principali attori del processo di creazione e diffusione della cultura dell’innovazione, e di individuare, da un lato, gli “enzimi”, dall’altro gli inibitori al cambiamento.
    Sul sito web http://www.culturaecambiamento.it sono disponibili numerose ricerche sull’argomento.

  9. Mic scrive:

    Grazie Pasquale, ottimo progetto che mette in luce un bisogno evidente: sarebbe bello pensare ad un vostro intervento nel bolognese! Interessante poi che il driver sia una Camera di Commercio!
    Teniamoci in contatto

  10. chi è interessato allo stage da Mollusco&Balena si faccia vivo entro il 20 luglio!

  11. katie pie scrive:

    thanks for keeping me up to date on this subject.

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