Roberto Ciacci e BolognaIn
maggio 25, 2010 | Bologna 2.0
“Roberto Ciacci, 38 anni, sposato e con due figli, si occupa di marketing dell’innovazione ed è esperto di media digitali e interattivi. E’ sul Web dal 1995 e da allora non ne è più uscito“.
Questo è l’autobiografia che Roberto scrive sul suo blog La TV Liquida, attivo dal 2004.
Una versione, come lui stesso definisce, “per chi ha poco tempo” anche perché in realtà segue ad essa una seconda molto più dettagliata e puntuale.
In breve, Roberto è Best Italian Business Leader of the Year 2010 e fra i 12 finalisti alla prima edizione dei Linkedin European Business Awards.
Per quanto riguarda Linkedin, il social network per professionisti, nel 2010 presenta il suo progetto connesso a Bologna, BolognaIn.
La prima domanda che gli facciamo è proprio relativa a questa esperienza, ovvero alla luce dei risultati finora raggiunti quale pensa sia lo spazio che potrà avere in futuro questa community.
Ebbene, Roberto ci risponde che, nonostante sia presto per dirlo, “BolognaIN ha successo perché ha proposto un modello relazionale innovativo e perché ha risposto ad un bisogno latente.
Professionisti e imprenditori oggi hanno bisogno di fare rete ed essere in rete, che sia per il proprio personal branding o per promuovere servizi e attività della propria azienda poco cambia.
I luoghi istituzionali e gli eventi business tradizionali non sono stati capaci di adeguarsi all’era post-digitale, per capirci, quella in cui credo che siamo ora, in cui online e offline non sono due mondi contrapposti, ma sfumati l’uno nell’altro.
E questo gap sta lasciando spazio a molte iniziative, fra cui la nostra”.
Molto l’impegno messo in questo progetto anche in termine di idee, tempo e passione.
E infatti gli chiediamo, poi, se ha idee o esempi concreti a riguardo, anche alla luce del loro ruolo nel working capital.
E così scopriamo che “BolognaIN si muove lungo tre grandi direttrici: business, innovazione, rete.
Siamo interessati a rafforzare questo posizionamento selezionando le collaborazioni con quegli interlocutori, locali e nazionali, che siano riconosciuti come autorevoli o influenti su almeno una delle nostre tre direttrici.
In questo senso, la collaborazione con Elastic per la promozione del Working Capital Tour di Telecom Italia è emblematica.
Per chi non lo conoscesse, il Working Capital Tour è un evento itinerante dedicato allo scouting di nuovi talenti e idee innovative.
Nella tappa bolognese, che si terrà il prossimo 9 giugno, si parlerà di startup e di progetti imprenditoriali con il Web 2.0 (o il LiveWeb, come forse dovremmo ormai definirlo).
BolognaIN aveva già toccato il tema startup e hi-tech lo scorso novembre, con l’evento organizzato in collaborazione con Spinner 2013 nell’ambito di Research2Business. E’ un tema che ci è caro e che seguiamo con attenzione. BolognaIN avrà uno slot di 5 minuti, nel primo pomeriggio del 9 giugno, e con l’occasione daremo qualche anticipazione su quello che vorremo fare da grandi”.
Spulciando tra i numerosi contenuti preseti nel suo blog, leggiamo che una delle sue più grandi soddisfazioni è stata la creazione del progetto Bologna Urban Media. A proposito scrive “il miglior progetto che ho curato, ma anche il grande incompiuto”.
Gli chiediamo, allora, in che cosa consiste più precisamente questo progetto e quali sono state le problematiche che ne hanno impedito o ostacolato il completamento.
Ci risponde che “Bologna Urban Media era un progetto di comunicazione cross mediale che prevedeva di utilizzare varie canalità, in particolar modo il digital out-of-home (DOOH), il mobile e il Web, per veicolare informazioni in prossimità, utili per il cittadino, e un palinsesto di contenuti video a rullo preparati da una redazione centrale.
Al progetto avevano aderito partners e stakeholders locali con un approccio a rete, ognuno contribuendo con i propri asset o con quello che sapeva fare meglio sotto l’aspetto della tecnologia, dei servizi o dei contenuti.
E si sarebbe sostenuto, almeno in parte, con la raccolta pubblicitaria.
Bologna Urban Media è stato presentato in risposta ad una call dell’Amministrazione Comunale di Bologna dell’aprile/maggio 2008 e non ha avuto seguito.
E’ rimasto fra i progetti incompiuti della Giunta Cofferati, non ripresi dalla successiva Giunta Delbono”.
Infine, a proposito del TagBolognaCamp del 28 maggio, gli abbiamo chiesto, in qualità di esperto di media digitali ed interattivi, se pensa che la nostra città, anche a livello amministrativo, sia pronta a compiere il grande passo oltre la rete civica e quali possano essere le modalità e i tempi di questa svolta.
La sua posizione è piuttosto chiara: “preferirei che l’Amministrazione dedicasse le risorse a sviluppare ulteriormente un piano di servizi di eGovernment mettendosi sempre più online.
Io, come cittadino, lavoro online, mi aggiorno online, comunico online. Non amo gli uffici e gli sportelli, le code le evito come la peste. Vorrei essere sempre più libero di vivere e gestire il mio tempo in questo modo. Insomma vorrei un’amministrazione trasparente, nel senso di pervasiva e non ingombrante”.
Come avete avuto modo di vedere, Roberto vive la rete con intensità e professionalità e all’interno del suo blog numerosi sono gli spunti su questi dibattiti oggigiorno più che mai attuali.
Non ci resta che discuterne al BarCamp!
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