Il mio punto di vista sulla GGDBologna7
maggio 19, 2010 | appuntamenti
Come promesso, vi raccontiamo cos’è successo alla Girl Geek Dinner Bolognese numero 7, tenutasi lo scorso sabato sera, con argomento il mommy blogging e le mamme tecnologiche: come le nuove tecnologie e i nuovi media hanno cambiato il modo di essere donna e mamma.
La location era la sala Capodilucca, in via Capo di Lucca 12a, un open space di circa 100 mq nella parte interrata dell’antico mulino Leone Aposa (uno dei 15 mulini che fin dall’epoca medievale erano attivi sul Canale delle Moline).
Peccato per la pioggia, che ci ha impedito di sfruttare la terrazza con giardino che si affaccia sul canale, ma la sala era sufficiente e ben attrezzata per accogliere le numerose ospiti (l’evento era sold out!).
La serata è iniziata verso le 6.
All’ingresso ci hanno accolto con qualche gadget in regalo (un grembiule da cucina con logo GGD, calamite e spillette GGD e/o Kodak) e ci hanno attribuito un numero per l’estrazione di premi, di cui parleremo più avanti.
Via quindi alla chiacchiere di socializzazione davanti ad un bicchiere di vino e all’abbondante e appetitoso buffet, con una degustazione di prodotti tipici emiliani a cura di Acetaia San Giacomo.
Ad arricchire il menù della serata diversi sponsor:
Kodak, main sponsor della serata, aveva messo a disposizione una stampante e una cornice digitale, tutto di ultima generazione, per stampare/visualizzare in diretta le foto scattate durante la serata.
SoSushi aveva preparato un accurato e invitante buffet a base di sushi, contornato da curiose cartoline con descrizioni di parole e regole di galateo giapponesi.
L’Oréal Paris aveva predisposto uno spazio con make-up artist a disposizione per fornire consigli pratici di trucco a tutte le geek girls, oltre a omaggiare tutte le partecipanti di un gadget strettamente collegato all’universo digitale: una chiavetta USB contenente consigli di bellezza e schede tecniche dei prodotti.
Iniziativa molto apprezzata, a giudicare dal numero di ragazze che si sono entusiasticamente fatte truccare durante la serata. Perché le donne possono essere appassionate di high-tech, internet e nuovi media e al contempo essere interessate all’universo della bellezza e della cura di sé.
Verso le 8 sono poi iniziati gli speech.
Il primo è stato quello di ParentesiRosa.it, media partner delle GGD, testata on-line neonata (dal novembre 2009) e dedicata alle donne.
Il sito, volontariamente molto incentrato sulle immagini, permette una fruizione sia a calendario che a rubriche, tra cui la seguitissima rubrica Bimbi e mamme. I temi più cliccati sull’argomento sono: marchi e prodotti specifici, giochi da fare, abiti e oggetti “da principessa”, materiali da scaricare come biglietti & co, arredamento per le camerette. Il sito permette inoltre ai lettori di mandare articoli scritti da loro. Scopo della testata è creare rapporti concreti basati sulla condivisione di passioni e saperi. La loro scommessa è niente vip, niente scoop: solo donne reali, che hanno storie vere e vogliono confrontarsi.
Il secondo speech è stato di SoSushi, come già detto sponsor della serata, che ha proposto il sushi come geek food, in quanto recenti ricerche di mercato hanno scoperto che il target principale del sushi è composto da donne spesso sensibili alle nuove tecnologie.
E questo per due ragioni: la prima è l’aspetto estetico, molto curato, e la seconda è l’aspetto logistico: mangiando sushi non ci si sporca. Infatti il sushi è un cibo moderno, di recente invenzione che nasce come street food, e che in breve è passato da moda ad abitudine per molte donne. Tutto questo è dimostrato dal fatto che la stessa azienda SoSushi è composta per l’80% da donne e che gli investimenti di comunicazione sono indirizzati principalmente al web.
Ha poi preso la parola la GGD Linda Serra, che ha presentato il topic della serata: il mondo della tecnologia e l’essere mamma, il mommy blogging. Secondo una ricerca presentata dall’International Herald Tribune la blogosfera è il luogo della mamme. Negli USA ci sono 23 milioni di donne che scrivono e leggono/commentano sui mommy blog. Questo per diversi motivi: per esprimersi, per entrare in contatto con altre persone, per dare/ricevere consigli, per informarsi, per formare community, per promuoversi, per avere visibilità al fine di fare business.
Molti blog inoltre nascono durante la maternità, spesso un periodo critico per la donna, che si trova ad affrontare problemi con il lavoro, come il rischio di perderlo.
Gli argomenti principali delle blogger sono la politica, la tecnologia, la salute e il benessere, il cibo, il lavoro e i problemi sociali connessi, come il precariato. Ultima riflessione: le blogger donna sono un target molto importante per il mondo del brand e della pubblicità, in quanto catalizzatrici di opinioni.
Ecco le slide
Successivamente c’è stato lo speech via video di LaLui, Luigina Foggetti, una delle prime geek girl italiane co-fondatrice di GGD Milano, che, con la sua presentazione dal titolo “Lo scrapbook è mio e lo gestisco mio”, ha affrontato la questione della condivisione in rete di informazioni, nello specifico di foto, riguardanti i bambini.
Ecco le slide
Il problema di partenza è: come gestire nella rete la richiesta di foto del bambino da parte di parenti e amici? I social network non si rivelano adeguati per almeno 2 motivi: si pongono innanzitutto problemi di privacy del bambino (“cosa ne penserà lui in futuro?”) e inoltre alcuni social network, come per esempio Facebook, hanno il diritto di sfruttare commercialmente le informazioni fornite. LaLui ha quindi optato per WordPress, dividendo i contenuti in 5 categorie. Strumento principe del suo lavoro è lo smartphone, che permette di scattare e caricare le foto con un unico strumento. Unico effetto collaterale? Il narcisismo che si può sviluppare nel bambino!
È seguito poi lo speech, sempre via video, di Sara Maternini sulle 10 applicazioni per Iphone più utili alle mamme (qui le slide).
SitOrSquat bathroom finder: trova i bagni pubblici nelle vicinanze con tanto di commenti sulla pulizia e l’accessibilità
Solitar City: solitario per le notti insonni
Google Reader: per la lettura dei feed preferiti
Around me: trova i luoghi utili nelle vicinanze
Lion Brand Yard: fornisce pattern per lavorare a maglia (sempre per le notti insonni!)
White Noise Generator: musica per conciliare il sonno del bambino
Baby Log: questa è l’unica app a pagamento e permette di segnare tutti i dati inerenti al bambino (ore di sonno, orario e appetito delle pappe, cambio pannolini ecc)
Shop Shop: per la lista della spesa
Flickr: l’app base permette l’upload delle foto scattate con l’Iphone (permettendo anche di scegliere che tipologia di privacy dare alle foto)
Remote: gestisce la musica della mamma
Michela Cimnaghi aka Cimny, digital strategy director di Hagakure, ha poi presentato il MomCamp: il tempo delle mamme, iniziativa no profit che si terrà il 5 giugno a Milano. Il MomCamp nasce per far incontrare tutte le mamme online e, soprattutto, le mille comunità su Internet che riuniscono mamme, neomamme e future mamme. Un momento di incontro nel mondo “reale” utile per conoscersi, confrontarsi, scambiarsi opinioni e magari trovare forme di collaborazione. Info su sito e wiki.
A chiudere, lo speech di Francesca Sanzo aka Panzallaria: mamma, web content manager e seguitissima blogger (qui le slide).
Anche se il suo blog non è monotematico, rientra comunque nel mommy blogging. In Italia ci sono 3000 blogger mamma tra i 30 e i 40 anni. I motivi che spingono le mamme ad aprire un blog sono riconducibili a 2 principali: contrastare il senso di alienazione e inadeguatezza legati alla nascita del figlio e confrontarsi con altri genitori.
Le tipologie di mommy blogging sono principalmente 5: narrativo, informativo, creativo, ecologico, marketing per altre mamma. Il suo è un blog narrativo in cui racconta il lato b della maternità; è un blog aneddotico che cerca di smascherare quel senso di inadeguatezza che colpisce molte mamme per “esorcizzarlo” collettivamente, mostrando che i problemi spesso sono comuni. Inoltre cerca di riflettere sul mondo e sulla società per proporre un’immagine della donna che vada al di là degli stereotipi “mamma perfetta” o “velina”. A tal fine Panzallaria fa anche parte del progetto Donne Pensanti, donne (ma anche uomini) dotate di spirito critico e combattive (ma in senso propositivo), per cercare di proporre un approccio culturale diverso da quello dominante oggi in Italia, basato sul ruolo merceologico della donna.
Panzallaria ha raccontato che scrivere sul blog le è servito per mettersi in discussione tramite il confronto con altri, per superare i propri limiti al fine di diventare la madre che vuole essere, al di là del modello imposto.
La blogger è però anche molto critica nei confronti di certi aspetti del mommy blogging. Da un lato lo sfruttamento dei blog per il marketing selvaggio, non trasparente; dall’altro il senso di appartenenza ad un’etichetta che appiattisce i punti di vista (“non è che se siamo mamme blogger dobbiamo essere amiche per forza; io scelgo i blog da seguire allo stesso modo in cui scelgo su che panchina sedermi quando vado al parco con mia figlia”). Il grande valore della rete d’altro canto è proprio la possibilità di fornire modelli non stereotipati.
Tra uno speech e l’altro ci sono state le estrazioni dei premi messi in palio dagli sponsor.
Da parte di Kodak, 2 stampanti multifunzione, 2 cornici digitali e una videocamera estratte a sorte tra tutte le partecipanti (tramite quel numero di cui si è detto all’inizio); da parte de L’Oréal Paris 10 kit di bellezza per 10 tweet, estratti a caso, scritti durante la serata sul tema bellezza e tecnologia.
Si può ben dire quindi che alla fine della serata siamo andate a casa più cariche..sia di omaggi che di conoscenza!
E in rete che si dice? Con una piccola ricerca con hashtag GGDBologna7, ne esce uno storytelling collettivo che rimbalza da friendfeed e a twitter .
Su flickr le foto della serata.
E le due interviste realizzate da kodak alle mamme blogger : Blackcat e Panzallaria e Alessandra.
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